Sottotitoli7 min di lettura

SRT o VTT: quale scegliere

Confronto diretto fra i due formati: cosa accetta ognuno, dove si usa ognuno e come decidere in pochi secondi.

La risposta breve: se il video gira in un browser, VTT; in qualsiasi altro posto, SRT.

Quella lunga sta in una tabella e in due minuti, e vale la pena leggerla, perché metà dei guai che la gente ha coi sottotitoli non viene da un file difettoso ma dall'aver scelto il formato sbagliato.

I due, uno accanto all'altro

SRTVTT
Estensione.srt.vtt
Millisecondi00:00:04,12000:00:04.120
IntestazionenessunaWEBVTT, obbligatoria
Video HTML5non lo leggeil solo che legge
Programmi di montaggiotuttipraticamente nessuno
Caricamento sulle piattaformepassa sempredipende dalla piattaforma
Posto sullo schermo—sì
Stile e colore—sì, col CSS
Commenti interni—blocchi NOTE
Chi parlacome testo e niente piùetichetta <v Nome>
In circolazione dagli anni novantail 2010

Quale prendere

VTT se il video girerà su una pagina web — un <track> HTML5, Video.js, Plyr —, se lo servi in HLS, o se il sottotitolo deve stare in un punto preciso dello schermo per non coprire niente.

SRT se il file va verso Premiere, verso DaVinci, verso Final Cut o verso VLC; se il campo dei sottotitoli di una piattaforma lo chiede; se lo passi a qualcuno senza sapere cosa ne farà; o se leggerlo è tutto l'obiettivo.

E quest'ultimo è la chiave di tutto: l'SRT fa la parte del denominatore comune. È in circolazione da trent'anni e non c'è niente che lo rifiuti. Senza una ragione precisa per scegliere l'altro, questo è quello che non ti lascerà mai a piedi.

Cosa si perde nella conversione

Da SRT a VTT non si perde niente, perché un SRT non contiene niente che un VTT non sappia rappresentare. L'unica cosa da maneggiare con cura è la protezione dei caratteri &, < e >, che in un SRT sono testo normale e in un VTT sono marcatura. Un «Tom & Jerry» non protetto può farsi un pasto del resto della riga.

Da VTT a SRT, invece, delle cose restano indietro, e vale la pena tenerle a mente:

  • Posizione e allineamento. Un SRT non ha dove metterli. Togliati.
  • Stile. Uguale: fuori i blocchi STYLE e le classi <c.qualsiasi-cosa>.
  • Regioni. In SRT semplicemente non esistono.
  • Note. I blocchi NOTE non sono sottotitoli e non possono finire nel testo.
  • Identificatori di battuta. I nomi vengono buttati e i blocchi rinumerati da uno, cosa che un SRT dà per scontata.

Quello che arriva intero: il testo, i tempi al millisecondo e chi parla. Le etichette <v Marta> finiscono come un «Marta:» in testa alla riga, perché quello un SRT sa mostrarlo.

È la conversione più spesso pasticciata in giro. Un convertitore che si limita a scambiare i punti con le virgole ti lascia un «line:90% align:start» stampato sullo schermo e blocchi NOTE seduti fra un sottotitolo e il successivo.

E gli altri formati?

Ce ne sono altri due che incontrerai:

ASS/SSA (.ass), uscito dal sottotitolaggio amatoriale dell'animazione giapponese. Fa tutto quello che fa il VTT e molto di più: caratteri, karaoke, animazione, trasformazioni. Il prezzo è che fuori dal suo mondo quasi niente lo accetta.

TTML/DFXP (.ttml, .dfxp), quello dell'industria della trasmissione. XML, pesante, esaustivo, e quello che certe grandi piattaforme pretendono per il materiale professionale. Non lo scriverai a mano.

Per il 95% dei casi, la decisione resta fra i due di sopra.

Convertire dall'uno all'altro

Tutti e tre i convertitori lavorano dentro il tuo browser: il file non viaggia da nessuna parte, non c'è coda e non c'è tetto di utilizzi.

  • SRT in VTT, perché il video della tua pagina porti i sottotitoli.
  • VTT in SRT, perché il tuo programma di montaggio smetta di protestare.
  • SRT in testo, per quando non sono i sottotitoli che cerchi ma la lettura di quello che è stato detto.

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